Organico

Organico – evento sensoriale alla scoperta dei prodotti di qualità

A partire dagli anni Novanta, si è iniziato a delineare, un cambiamento di tendenza nel quadro socio-culturale mondiale. Se gli anni precedenti erano stati caratterizzati dalla crescente industrializzazione e internazionalizzazione del sistema produttivo e da un progressivo approccio globale nelle abitudini di acquisto e consumo, a fine del secolo scorso, ha cominciato a delinearsi una volontà di recuperare abitudini di vita più naturali. Ne è derivato un progressivo cambiamento delle aspettative culturali, così come gli stili di vita. In questo tipo di contesto, il prodotto alimentare, è divenuto punto di incontro tra autenticità di un territorio e il turista desideroso di proposte genuine, partecipative e strettamente collegate alla specificità del luogo che visita e della sua cultura. Così la cultura del cibo e la gastronomia sono diventati fattori sempre più rilevanti nelle aspettative e nelle motivazioni dei viaggiatori, in quanto incarnano tutti i valori tradizionali associati alle nuove tendenze del turismo: il rispetto per la cultura e la tradizione, l’attenzione all’autenticità, alla sostenibilità e la ricerca di esperienze coinvolgenti, la propensione ad uno stile di vita salutare.

Scoprire la storia e le proprietà dei nostri prodotti gastronomici, elemento centrale della nostra cucina e della nostra cultura mediterranea, è l’elemento centrale di questo progetto, che ha l’obiettivo di far conoscere l’olio d’oliva, il pomodoro, le erbe aromatiche e spontanee e l’uva, attraverso il suo utilizzo a 360°, estetica, medicina, cucina, agricoltura e così via.

La forza di questo progetto rappresenta una sorta di evoluzione, perché vogliamo ragionare su un patrimonio decisamente, solamente, nostro e di nessun altro. Sessanta milioni di ulivi sono i primi abitanti della Puglia, che hanno visto la storia e che la contengono. Questo è ciò che vogliamo raccontare ai visitatori, amatori, professionisti, attraverso un’esperienza sensoriale articolata, che permetta loro di riflettere su un ingrediente quotidiano e su una visuale solita, con occhi nuovi e soprattutto con emozione.

Le caratteristiche sensoriali dell’olio vergine di oliva, del pomodoro, della birra e delle erbe aromatiche e spontanee/mandorla, sono legate sia ad aspetti edonistici che merceologici.

Assumono così particolare importanza gli attributi di vista, gusto e olfatto di questi prodotti, quali parametri di notevole interesse commerciale.

Questa di quest’anno, 2022, sarà la quarta edizione di questo evento, con della variante però. Già nel 2016, la Nuova Associazione Pro Loco Biccari, ha organizzato l’evento nella splendida cornice del Convento di Sant’Antonio, e anche allora ha riscosso un notevole successo, sia da parte di professionisti che da parte di gente appassionata che ha partecipato con entusiasmo all’evento.

Nel 2019, la seconda edizione si è svolta in un particolarissimo frantoio apogeo, di proprietà di una delle storiche famiglie di Biccari (Famiglia Goffredo), anche questo di notevole e indiscusso successo, derivante anche dalla partecipazione di due ospiti d’eccezione l’eurodeputato Mario Furore e l’on. Gisella Naturale, senatrice della Repubblica, della commissione agricoltura.

L’evento, oggi come allora ha l’obiettivo primario di far conoscere i nostri prodotti di qualità, non soltanto promuovendolo, ma soprattutto nelle sue caratteristiche e peculiarità. Biccari è un paese che da sempre è dedito all’agricoltura, ma poco al turismo, quasi tutti posseggono un terreno, che a seconda della stagione, regalano prodotti di tutto rispetto.

L’idea di questo evento, è nata dal fatto che la maggior parte dei prodotti hanno ormai un uso a 360 gradi, dalla pianta, alle foglie, ai semi, nonché al frutto finale, ma soprattutto, tutte queste parti, vengono utilizzate in diversi settori, cucina, agricoltura, estetica, medicina, pertanto si è deciso di spiegare agli addetti ai lavori (frantoi, cuochi, estetiste, medici, aziende di produzione e trasformazione di pomodori, cantine), e anche ai cittadini comuni, che di fatto producono e consumano questi prodotti, l’utilizzo in tutte le loro forme, attraverso dunque un percorso sensoriale, che stimoli tutti i sensi.